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IL MIO ULTIMO “MENTORE”

Innanzitutto è bene dire che da sempre ho ricercato una guida, un qualcosa che fosse "il mio posto".

Sentirmi guidato da punti fermi che, come fari in mezzo al mare, mi diano sicurezza.

A volte ho creduto nella politica e nelle ideologie, qualche altra nell’amicizia.

Ora sono all’ultima scelta, ho capito che l’ultimo mentore non può essere una “cosa” sola ma è l’insieme di tante.
Forse perché ora penso che la vera guida sia la vita stessa.

Quindi ci metto dentro tutto, tutto ciò che per me rappresenta qualcosa d’importante e della quale mi piacerebbe avere uno scambio con gli amici e con tutti coloro che lo vogliano.

Febbraio 2011
SULLA FOTOGRAFIA

Io mi occupo di fotografia e la prima frase che scrive  un fotografo è: “La fotografia è un mezzo espressivo”. Frase tanto abusata al punto che ormai è diventata banale! Non so se con la mia fotografia faccia “Arte”, ma in effetti il mio tentativo è proprio quello di comunicare i miei sentimenti o le mie idee, quando ne ho, utilizzando le immagini. Quindi le mie immagini non sono “documentaristiche”, nel senso che non rappresentano in modo assoluto la realtà e soprattutto non devono essere scambiate per essa, come farebbe un abitante della grotta di Platone. Certo la partenza del lavoro è la realtà, ma il fine è diverso.
Inizialmente questo sito parte con alcuni paesaggi che sono un tentativo di interpretare la realtà che mi ospita con il mio occhio critico, le considerazioni che inserisco come didascalie sono una sorta di “versione letteraria”.

Febbraio 2011

Qualche riflessione sulla fotografia digitale   

Ormai è da un bel po’ di anni che, tra i fotografi,  si  parla  molto di fotografia digitale ed analogica, due tecniche che sono ancora l’una in contrapposizione all’altra. Dibattito non ancora completamente esaurito, anche se ormai le riviste specializzate,  almeno  le più diffuse e  comunque  quelle  che ho  guardato io, trattano solo di tecniche digitali. Non penso di esaurire tutti gli aspetti del caso, anzi proprio il contrario.
Mi vorrei soffermare su una questione che mi  colpisce  sempre,   cioè  quando  alcuni  fotografi  mi  dicono  che un’immagine trattata con il computer non è più una fotografia.
Penso che occorra fare delle distinzioni.
Una cosa è parlare di foto trattate in post-produzione con lo scopo di ottenere una “bella fotografia”,    un’altra è parlare di immagini elaborate.
Soffermiamoci sul primo caso.
La post-produzione è una fase fondamentale del flusso di lavoro digitale.
Per me è come l’attività dello stampatore di bianco nero che sforna capolavori su carta baritata, solo che lo si fa utilizzando un’altra tecnica.
Onestamente non vedo grosse differenze se non l’indiscutibile fascino della camera oscura, punto di partenza di tutti noi che fotografiamo da 30 anni.
Qualcuno potrebbe obiettare che ritoccando troppo pesantemente si perde in realismo. Vediamo questo aspetto.
Se per vari motivi ho la necessità di fornire un’immagine “assolutamente” fedele alla realtà,  in  fase  di  pulizia dell’immagine dovrò limitarmi all’eliminazione di elementi che danneggiano la composizione.    Ad esempio non dovrò eliminare   (con il timbro clone)   un lampione od un qualsiasi elemento del luogo che sto documentando.
Credo invece che se si elimina una gamba di un passante,   cioè  un  elemento avulso dal contesto che si vuole descrivere, l’uso del timbro clone aumenta il realismo dell’immagine.
In definitiva, a mio giudizio, le tecniche digitali di post-produzione non solo sono validissime ma non  cambiano lo spirito, la filosofia della fotografia.

20 febbraio 2011
Confronti


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Fotografia